Archivio mensile:giugno 2016

La 5F-SSS dello Stoppa con l’ANPI in visita all’isola degli Spinaroni

Il 18 maggio scorso, la classe 5F-SSS dell’ IPS “Stoppa” di Lugo, si è recata in località Piallassa di Ravenna, per visitare l’ isola degli Spinaroni accompagnata dalla prof.ssa Patrizia Pirazzini, coordinatrice di classe. La visita è stata organizzata dal prof. Gian Luigi Melandri dello Stoppa in collaborazione con l’ANPI.
Hanno guidato gli alunni alla scoperta dell’isola i proff. Laura Triossi e Arturo Mazzoni e i sigg. Antonio Capucci, Ebe Valmori ed il com. Daniele.

L’ isola degli Spinaroni è famosa perche è stato uno dei nascondigli più utilizzati dai partigiani nella pianura padana, infatti i canneti e gli arbusti, che una volta crescevano rigogliosi in quei luoghi, fornivano un’ottima barriera visiva e quindi un ottimo nascondiglio per i partigiani del “Terzo Lori”, VI distaccamento della brigata partigiana Garibaldi.
Il nome dell’isola deriva proprio dagli “spinaroni”, nome dialettale con cui si indicava l’olivello spinoso che proliferava in quella zona fino a venti anni fa. Oggi il paesaggio risulta molto diverso rispetto a come appariva durante il secondo conflitto mondiale, in quanto dei canneti e degli spinaroni sono rimaste poche tracce.
L’isola è raggiungibile esclusivamente mediante un’ imbarcazione, la classe è stata portata lì con una lancia guidata da alcuni volontari dell’ANPI.

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Nella zona l’elemento dominante è il silenzio, interrotto solo dal rumore della fauna locale.
La vita dei partigiani nell’isola risultava molto difficile. Il clima freddo e l’alto tasso di umidità non giocavano a loro favore ed erano costretti a vivere in un piccolo spazio, coperti solo da tende mimetiche. Nella palude ravennate si nascosero circa 300 partigiani divisi in brigate. L’isola degli Spinaroni ospitò diversi uomini, ed aveva come unico edificio un capanno di legno di 20 mq. I partigiani si procuravano cibo pescando soprattutto anguille, ma ciò non era sufficiente a sfamare tutti. Fu fondamentale la collaborazione della popolazione locale che raccoglieva le provviste in zone di raccolta nascoste, per poi trasportarle nelle isole mediante delle staffette.
Le staffette erano ragazze che portavano armi, cibo e messaggi ai partigiani,ovviamente con la massima attenzione a non farsi scoprire perchè ciò avrebbe comportato la loro immediata fucilazione.

Dopo la presentazione storica, lasciata l’isola, la classe è stata portata in barca attraverso i canali della Piallassa, dove ha potuto apprezzare la bellezza del paesaggio e l’ecosistema locale, dove vivono  gabbiani e aironi, avocette, cormorani, anatre, gallinelle d’acqua, folaghe, il piro piro, ed altre specie di uccelli.

Questa visita è stata una bellissima occasione per conoscere una parte del patrimonio storico e naturalistico del ravennate, custodito e promosso dall’ANPI.

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