ANPI Lugo – STORIA e LUOGHI

“Perché il nostro sacrificio resti l’ultimo delitto del cieco odio di parte, Italiani ricordate che l’unione genera la forza, la libertà è arma di giustizia, amore è germe di vita.”

IL RUOLO DELL’ANPI

L’ANPI non è un partito. Si aderisce all’ANPI non per una scelta di schieramento partitico, bensì per la sua storia, per la memoria, per i valori ed i principi dell’Antifascismo e della Resistenza che l’Associazione rappresenta e difende battendosi per il rispetto e l’attuazione del suo Statuto.
L’Autonomia dell’ANPI, innanzitutto da ogni partito, è condizione irrinunciabile dell’unità per un’Associazione culturalmente e politicamente pluralista quale è l’ANPI ancor più oggi, affinché possa esercitare con efficacia, credibilità, vasta partecipazione e consenso la sua funzione di “coscienza critica” della democrazia e della società.

Oltre ai Martiri sotto elencati molti altri hanno sacrificato la loro vita per la Libertà e sono stati uccisi in territorio lughese o in Comuni limitrofi.

Può essere consultata la Mappa della Memoria (www.mappadellamemoria.it) nella quale si possono leggere notizie storiche, ubicazioni, sentire testimonianze  e altro ancora riferito ai cippi, alle lapidi, ai monumenti che ricordano tutti i martiri di Lugo.

La mappa interattiva è stata completamente realizzata dagli studenti delle classi terze medie delle scuole di Lugo, di alcuni  Comuni della  Bassa Romagna e da alcuni Comuni situati sulla linea del Senio, con l’ausilio della ditta Alveo di Bologna  e in collaborazione con i volontari delle Sezioni Anpi.

 

I MARTIRI DEL SENIO

L’ acqua de Senj la ven zo in fiumèna                   L’ acqua del Senio viene giù in                                                                                                     fiumana
e sotta a e pount la rugia e la turbeina…              e sotto al ponte urla e si agita….
Sèt ragazzul i forma una cadèna                             Sette ragazzini formano una                                                                                                        catena
ch’ la ligarà i brigheint a la su ‘rveina !                che legherà i briganti alla loro                                                                                                    rovina !

E é Senj é dis ” Arcordat !                                           E il Senio dice ” Ricordati !
int una nòt d’ timpesta,                                               in una notte di tempesta,
una nòt coma questa,                                                   in una notte come questa,
i’ jà amazé i tu fradell ! ”                                             hanno ammazzato i tuoi  fratelli ! 

                              Aspromonte Neri

26 Ottobre 1944

Senio in piena. Cielo grigio. Giorno buio.
“Matto” l’hanno ammazzato la notte, sulla salita della Rocca, in piazza.
“Sestri” e suo fratello Gianni, Cichetto, Renzo, Gigetto, Minghì, Giorgio, salgono sull’argine del fiume, arrancando un poco.
Non è come quando ci venivano a giocare o, i più grandi,  a far l’amore.
Non è come quando ci passavano di corsa andando o tornando da un’azione …
Ora hanno le mani legate e sanguinanti; ogni tanto i tedeschi li colpiscono con la “maquine” :
– Snell; Partisan !
Sì, svelti ! Sì, Partigian i! E alzano la testa.
Gianni guarda il fratello. Avrebbero potuto non farsi prendere dai fascisti. Ma l’importante è che l’organizzazione sia salva.
Avrebbero potuto fuggire ai tedeschi, ma hanno voluto evitare rappresaglie sui genitori.
Si guarda …
“Cicchetto” è tranquillo. Era già quasi al sicuro, quando ha mandato la sorella da “Lupo” a dar l’allarme al Comando, ma è tornato indietro per distruggere “quegli elenchi”. Il F. d. G. non subirà altre perdite.
“Renzo” pensa al suo studio del “manifesto” così interrotto. Ha la febbre; l’han preso da letto. I suoi ragazzi lo sostituiranno. Peccato che due fra i migliori siano “qui” … E guarda, buono, Gigetto e Minghì.
Giorgio sente che non c’è molta differenza dai giochi ancora recenti a questa realtà. Non ha ancora esperienza della lotta. S’è organizzato da pochi giorni e già si trova nel grande “primo piano”.
Da in cima all’ argine, li fanno scendere verso la torbida fiumana.Martiri del Senio
E’ l’ultima riunione, prima dell’ ultima azione … E saranno bravi, i più bravi, anche in questa.
“Matto” non ha parlato; Loro sette nemmeno. Qui non parla nessuno!
Pronti? Sette occhiate si incrociano, si approvano, si salutano …
Un contadino, che ha visto, passa la parola. Ma il gruppo disperato che tenta l’ intervento, in salvataggio, giunge solo a udire il rintronare basso delle raffiche. Fuoco irregolare. Colpi intramezzati.
Hanno sparato un pò a caso, senza fretta, perchè muoiano uno solo per volta. Ha fatto fuoco anche la mitragliera contraerea           d ‘in cima all’ argine.
Dopo, han rotolato a calci i corpi moribondi, giù nell’ acqua.
Questo accadde quel giorno, sul Senio, in faccia a Lugo. I lughesi piansero d’orrore, di rabbia. I tedeschi bestemmiarono. I fascisti fuggirono rapinando la Banca d’Italia. Fu un giorno che parve notte a tutti.
Ma quegli otto del Fronte della Gioventù, avevano visto il sole.
Era un sole che appariva da lontano, ma riscaldava già …

“LUPO”

CARLO LANDI   “Matto”
Segantino – 20 anni
CARLO LANDIEsuberante, ardito. Generoso quanto spericolato. Quel nome di battaglia ti fu dato dal Comando, perché usavi occupare il tempo che ti lasciavano libero le azioni collettive per condurne altre, da solo. Non esitasti mai.       I repubblichini lughesi vollero scaricare su te gli ultimi sadismi dell’orgia di sangue.
Consegnarono ai tedeschi i tuoi sette compagni perché li uccidessero il giorno dopo e si accanirono a spezzarti le ossa delle dita, delle braccia, delle spalle, a lacerarti e stravolgerti il cuoio capelluto. Poi ti spararono due colpi sotto gli occhi, e ti lasciarono a terra, davanti alla Rocca, sotto una coperta bagnata dalla pioggia e dal tuo sangue, che pareva una bandiera..


GIORGIO FOLICALDI

Apprendista – 15 anni
GIORGIO FOLICALDI
Dentro l’errore e l’orrore delle guerre fasciste, avevi perduto il babbo. Anche la mamma t’era morta. Dalla casa degli zii i brigatisti neri ti portarono via “per un giretto in auto” …
Anche tu , sapesti morire come muoiono gli eroi, come muoiono i combattenti veterani. Tu, che della vita e della nostra lotta, avevi avuto così poche, ma così dure prove.
Il tuo corpo martirizzato ci ritornò per primo. Riaffiorasti dalla melma del fiume il 2 dicembre del ’44.

 

RENZO BERDONDINI – Comandante della III sottozona GAP e SAP del F.d.G.
Contadino – 17 anni
RENZO BERDONDINITi piaceva il lavoro dei campi. E ti piaceva anche, tanto, la lettura, lo studio. “Impossessiamoci di una preparazione culturale e politica che ci permetta di essere maggiormente utili” dicevi.
E questo studio tu l’armonizzavi a meraviglia con l’azione. Avevi organizzato una Sottozona di giovani che avrebbero fatto invidia a un colonnello …
I nazifascisti che subivano i colpi dei tuoi Gruppi, non sapevano certo che quella precisione e quel coraggio erano diretti da te, contadino diciassettenne.
Poi t’ammalasti: fu dopo un mese che, costretto a letto, i   fasci di Lugo ti catturarono …
Ti ritrovammo solo il 30 Maggio del ’45.


GIOVANNI DALMONTE  Comandante di squadra

Meccanico – 18 anni
GIOVANNI DALMONTE
Eri orgoglioso della “tua” Squadra. L’ avevi organizzata tu e la muovevi in un lavoro senza sosta. Disarmi, volantini, chiodi … Ogni giorno portavi un bilancio positivo.
Quando vedesti incombere il pericolo, gettasti l’allarme e, invece di startene al sicuro, corresti a distruggere le carte che potevano coinvolgere degli altri compagni.
E ti presero …
Ti ritrovammo con Renzo e con Gianni, il 30 di maggio del ’45, proprio in quel punto del fiume dove s’andava a provare le pistole …

 


DOMENICO FACCANI  “Minghì”

Contadino – 20 anni
DOMENICO FACCIANI
I fascisti non sapevano che eri un ragazzo semplice e poco taciturno. Cerdevano di vincerti? Le minacce alternate alle lusinghe, le torture, furono inutili anche su te.
Forse, al fiume, restasti accanto a Renzo, che ammiravi e stimavi tanto.
Forse gli toccasti il braccio, con le mani legate. Forse prima non avevi mai pensato che bastasse tacere e morire per diventare eroi.
Anche tu sei rimasto fra la melma del fiume.

 

LUIGI BALLARDINI   “Gigetto”
Meccanico – 18 anni
LUIGI BALLARDINI
Eri uno di quei ragazzi che, da Barbiano, vengono a lavorare a Lugo. Eri un apprendista che si faceva voler bene e, in fatto di lavoro, sapeva il fatto suo.
Pensavi all’avvenire … Allora entrasti nel Fronte della Gioventù, perché più presto finisse l’imperversare della violenza e il lavoro riprendesse il suo cammino nel progresso. Fosti ucciso per questo. Il tuo corpo, il Senio non l’ha più restituito.

 

 

GIANNI MONTANARI                                                  FLORIANO MONTANARI  “Sestri”
Studente – 17 anni                                                                 Meccanico – 23 anni
GIANNI MONTANARI                                        FLORIANO MONTANARI
Come si poteva studiare in quel mondo??              Quanti progetti Floriano, per                      c’era altro lavoro                                                         “dopo” !
da fare tutti insieme…                                                Col lavoro che ti piaceva, e tu che                                                                                                       piacevi  alle ragazze…

Pensate, in quel momento, alla disperazione di mamma. Povera mamma!
Con quelle mani legate non poteste nemmeno abbracciarvi…
Gianni lo ritrovammo il 30 maggio.
Floriano è ancora sepolto, nascosto nel letto del Senio.